Allampanato mio fanciullo
fronte benigna e spaziosa
pertica incoerente e paziente
che si alzò in piedi dinanzi alla classe, in un bel giorno di luce
a declamare il suo amore, impassibile:
geografia della mia adolescenza
nella quale mi specchio e riconosco.
So questo: che siamo cresciuti in
bilocali strabordanti d’affetto, dentro
grigi palazzi suburbani
conficcati nello smog, bisognosi di occhi.
Siamo saltati -senza saperla manovrare-
su una motoretta nervosa, rischiando il muro
di illusioni, ogni giorno e
non siamo più scesi sicuri incoscienti
della selva in cui perdersi.
della selva in cui perdersi.